Carnevale di Ivrea, ultimi botti. Città pronta per la Battaglia delle Arance – La Gazzetta dello Sport


L’evento attira, nella città piemontese, circa 100.000 curiosi. Una tradizione che dura da più di due secoli e che si rinnova ogni anno

Il Carnevale di Ivrea entra nel suo momento clou. Sabato 22 febbraio, alle 21, ci sarà la presentazione della Vezzosa Mugnaia dal balcone del Municipio in Piazza di Città. Nei tre giorni successivi, da domenica 23 a martedì 25, il Corteo Storico e la Battaglia delle Arance animeranno e coinvolgeranno tutta la città. Martedì Grasso è il giorno della Battaglia delle Arance, un momento di grande coinvolgimento in cui si rievoca la liberazione dalla tirannide: il popolo è rappresentato da squadre di aranceri a piedi che combattono – senza protezioni – contro i soldati del tiranno, posti su carri trainati da cavalli con protezioni e armature. Il lancio delle arance ha una valenza simbolica, ma è pura goliardia: una stretta di mano, dopo un “testa a testa”, sancisce la pace. Nei tre giorni una speciale commissione osserva l’andamento della battaglia e assegna un premio alle squadre maggiormente distintesi per ardore, tecnica e lealtà.

i numeri—  

Nonostante abbia origini e radici più antiche, è consuetudine datare l’origine del Carnevale di Ivrea al 1808, anno in cui inizia la verbalizzazione scritta delle cerimonie nei Libri dei Verbali. Sono circa 100.000 gli spettatori attirati ogni anno allo Storico Carnevale di Ivrea. Lo scorso anno furono utilizzati ben 11.000 i quintali di arance dai 12.ooo aranceri, dalle 9 squadre a piedi. Nell’Ottocento le arance, frutto esotico e non comune, venivano usate come segno di omaggio e lanciate dai balconi della città, garbatamente prima e con più accanimento poi, durante il Corso di Gala. A questa consuetudine si fa risalire l’origine della Battaglia delle arance, scesa successivamente nelle piazze.

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