Coronavirus, duemila vivai e 10mila lavoratori in ginocchio


Il presidente della Cia Sicilia orientale, Giuseppe Di Silvestro scrive alla ministra Terranova: «Immediato intervento con le banche»

Catania. Anche il settore florovivaistico dell’intero comprensorio della fascia tirrenica e ionica della Sicilia è stato duramente colpito dell’emergenza Coronavirus, riteniamo grave che l’ultimo  Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri non menzioni la nostra Regione, tra quelle maggiormente segnate. In questo momento languono migliaia di aziende e  sono a rischio altrettanti posti di lavoro”.

A dichiararlo è il presidente della Cia Sicilia Orientale, Giuseppe Di Silvestro che su sollecitazione del direttivo Cia di Milazzo, che da sola conta 2000 vivai e oltre 10mila lavoratori, ha inviato alla ministra delle Politiche Agricole, Teresa Bellanova una lettera per evidenziare la crisi e le peculiarità del comparto isolano.

«È necessario un immediato intervento con le banche al fine di aprire una linea di credito dedicata alla copertura dei debiti maturati dai produttori – sottolinea Di  Silvestro –  Nel breve e medio periodo, le aziende florovivaistiche hanno bisogno di aperture di linee di credito che consentano di affrontare le ordinarie operazioni colturali e programmare gli investimenti futuri, credito che potranno restituire solo nel lungo periodo e con garanzie pubbliche».

«In questo momento, il settore registra da un lato il blocco totale degli ordini, con decine di migliaia di fiori recisi che devono essere distrutti, e le piante invendute che devono essere accudite con le ordinarie operazioni colturali; dall’altra, l’impossibilità per gli operatori di realizzare le attività programmate per la nuova produzione anche per la mancanza di liquidità. Molte aziende, inoltre, convinti di vendere il prodotto, hanno assunto impegni finanziari che difficilmente potranno rispettare».

«Per quanto riguarda i criteri con cui quantificare il danno riteniamo che sia necessario un indirizzo unico del Ministero  – prosegue – al fine di consentire una corretta documentazione che attesti le perdite in attesa delle decisioni sugli aiuti al settore; bisogna evitare il proliferare di iniziative non coordinate che mettono in confusione le aziende e che sono spesso evidenti azioni di inopportuna legittimazione ed a volte di sciacallaggio.

«Il lavoro di tutela della salute che si sta portando avanti va sostenuto e merita la nostra solidarietà e totale ammirazione soprattutto in riferimento al personale sanitario – dichiara Di Silvestro – ma abbiamo anche il dovere di sostenere iniziative che impediscano alle aziende di mettere a rischio la propria sopravvivenza».

 

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