Parla Szczesny, portiere della Juventus ferma da 18 giorni – La Gazzetta dello Sport


Il portiere della Juventus racconta la sua quarantena: “Lavoro per farmi trovare in forma. Ma il calcio senza tifosi non è normale”

Il portiere è il mestiere dell’attesa, soprattutto se si gioca in una grande squadra che spesso subisce pochissimi tiri a partita. Chi meglio di Wojciech Szczesny, allora, per fare il punto su questo periodo particolare? Il numero 1 della Juventus ha raccontato a Sky la sua vita quotidiana sconvolta dall’epidemia: “Sono un po’ annoiato da questi quindici giorni in quarantena da solo, visto che la mia famiglia qualche settimana fa è tornata in Polonia. Dormo tantissimo, mi rilasso e mi alleno per farmi trovare pronto alla ripresa del campionato”. Fortunatamente Szczesny non ha mai avuto particolari preoccupazioni legate alla salute: “Anche dopo il tampone ero sicuro di essere negativo, non avevo alcun sintomo ed ero sempre rimasto chiuso in casa. Abbiamo sentito Rugani, Matuidi e Dybala dopo i risultati e ci dispiace molto. Però per fortuna stanno tutti abbastanza bene, senza sintomi gravi”.

18 giorni dopo—  

Sono passati 18 giorni dall’ultima partita della Juventus, il 2-0 all’Inter: “È stata una partita molto strana, una gara così importante senza tifosi non è normale. Dispiace, il bello del calcio è vivere di emozioni e momenti da condividere con i nostri tifosi”. Quando torneremo a parlare al futuro e non più al passato? Szczesny chiude con un consiglio a tutti i tifosi: “Forza, i sacrifici che facciamo oggi possono salvare delle vite e accorciare quest’attesa: meglio rispetteremo le regole e prima ci rivedremo sul campo”.

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