Salemi “zona rossa”, gli agricoltori: «Fateci curare i vigneti»


Il presidente della cantina sociale: «Aiutateci a non perdere il frutto di tanto duro lavoro»

MARSALA – «Aiutateci a non perdere il frutto di tanto duro lavoro». E’ l’appello di Dino Taschetta, presidente della cantina sociale vinicola «Colomba Bianca» di Mazara del Vallo (circa 2.480 soci viticoltori, con 7.500 ettari di vigneti in 5 province siciliane), contestando il divieto di uscire da casa, in questo periodo di emergenza sanitaria dovuta al «coronavirus», per gli agricoltori di Salemi, che in tal modo non possono curare i loro vigneti.

«E’ da novembre – dice Taschetta – che si parla di Coronavirus. Era facilmente prevedibile che il virus potesse arrivare anche da noi, ma si è pensato che si trattasse di qualcosa che non ci riguardava, che era un “virus cines” e quindi abbiamo fatto trascorrere il tempo senza far niente. Abbiamo permesso a tutti di spostarsi liberamente dalle zone colpite, ma d’altro canto mettiamoci nei panni di chi si vede l’università chiusa o si vede licenziato all’improvviso dal ristorante fino a dove poco tempo fa lavorava. È chiaro che si doveva dare la possibilità di tornare a casa, ma con l’obbligo della quarantena».

E aggiunge: «Adesso, anziché fare i tamponi velocemente a tutti i possibili sospetti del contagio si dichiara la mia città “zona rossa” e si impedisce a tutti gli agricoltori di recarsi nei propri campi a svolgere i lavori necessari e inderogabili. E’ una follia. I nostri agricoltori spesso sono soli in mezzo a ettari di terreni, senza nessun rischio né di infettare né di essere infettati da nessuno. Invito tutti a riflettere e chiedo con forza a chi ha emanato questa ordinanza, di rivedere la loro posizione e permettere ai produttori di andare a lavorare i loro campi, anche perché a nessuno di loro arriva lo stipendio sul conto corrente e non credo potranno vivere con i 600 euro una tantum che forse gli arriveranno». 

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