Coronavirus, incontro governo-regioni sulla nuova stretta: smart working al 75%, chiusura anticipata per bar e ristoranti. Palestre in bilico



il dpcm in arrivo

A frenare su misure più stringenti anche le categorie economiche che temono nuove restrizioni dopo mesi di perdite senza precedenti nel Paese. Molti i governatori che puntano alla gradualità delle misure

di Nicoletta Cottone e Riccardo Ferrazza

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A frenare su misure più stringenti anche le categorie economiche che temono nuove restrizioni dopo mesi di perdite senza precedenti nel Paese. Molti i governatori che puntano alla gradualità delle misure

2′ di lettura

Mentre la pandemia travolge l’Europa, con la Francia in coprifuoco dalle 21 e contagi in aumento esponenziale, l’Italia sta per varare una nuova stretta anti-coronavirus. Dopo oltre tre ore di confronto nel Governo, restano alcuni nodi sul nuovo dpcm allo studio, a partire dallo scaglionamenti degli ingressi a scuola fino alla riduzione dell’orario di pub e ristoranti. Fra poco un nuovo confronto con gli enti locali per giungere alla quadra. A frenare su misure più stringenti anche le categorie economiche che temono nuove restrizioni dopo mesi di perdite economiche senza porecedenti nel Paese. Molti i governatori che puntano alla gradualità delle misure. Poi a livello locale potranno essere varate ulteriori strette in base al numero dei contagi. Si corre ai ripari dunque, di fronte ad altri 10.925 contagi registrati il 17 ottobre, su 165mila tamponi e 47 decessi.

Dpcm in vigore dal 19 ottobre

Il confronto nella notte fra Governo e regioni sulla stretta è stato serrato. La discussione – che fonti di maggioranza hanno definito “assai tesa” – non è però giunta a una sintesi su diverse misure: dallo stop a fiere e congressi all’ipotesi di vietare il consumo di alcolici in piedi fuori dai locali dalle 18. Il dpcm dovrebbe comunque essere varato in giornata ed entrare in vigore lunedì 19 ottobre.

Smart working al 75% nella Pa

In linea con i suggerimenti del Comitato tecnico scientifico la nuova stretta per evitare ulteriori contagi punterebbe sullo smart working innalzandolo dal 50 al 70-75% nella Pubblica amministrazione. Con l’indicazione di incentivarlo al massimo nel settore privato.

Scaglionamento degli orari di ingresso alle superiori

Si discute sullo scaglionamento degli orari delle scuole superiori e all’università, per allentare la pressione sul trasporto pubblico, mantenendo anche la presenza in aula, come suggerito dal Cts. L’ipotesi sul piatto prevede ingresso negli istituti alle 11 e una parte di didattica a distanza. Fra le misure non è esclusa una riduzione della capienza massima degli autobus.

Chiusura anticipata di pub e bar alle 21, dei ristoranti alle 24

Allo studio misure anti movida, con la chiusura anticipata di pub e bar alle 21 e saracinesche abbassate per i ristoranti alle 24. Misure più soft rispetto a quelle ipotizzate in precedenza, per avitare di dannegguiare ulteriormente settori già martoriati dal lockdown. E un aumento dei controlli per evitare gli incontri troppo ravvicinati che caratterizzano la movida. Arriva anche l’obbligo di indicare con un cartello, in ogni locale, il numero massimo di clienti che possono accedere al locale e sedersi allo stesso tavolo. C’è chi continua a spingere per misure ancora più dure, soprattutto nel weekend. Per ora non è più sul tavolo l’ipotesi di uno stop a parrucchieri e centri estetici. Lo stop a fiere e congressi potrebbe essere temporaneo.

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