Guerriglia a Roma, bombe carta e scontri. Dodici fermati dalle forze d’ordine. L’ipotesi dei contatti tra i gruppi ultrà



Guerriglia anche a Roma. Dopo Napoli, Milano e Torino, gli scontri tra gli estremisti e le forze dell’ordine si spostano nella capitale. Anche in questo caso la scusa per andare in piazza è la protesta per il Dpcm firmato da Giuseppe Conte, ma la manifestazione si trasforma subito negli scontri: lancio di bottiglie, bombe carta, cassonetti incendiati.

Appare subito chiaro che il Dpcm è soltanto una scusa. La risposta di carabinieri e polizia è immediata. Non solo contengono le violenze, fanno scattare numerosi fermi. Almeno dodici secondo un primo bilancio filtrato dalla questura.

Intanto gli investigatori ipotizzano che ci possa essere una regia comune tra gli scontri nelle varie città, un collegamento tra gruppi ultrà di tutta Italia, ormai da mesi senza partite. Nella giornata di domani, mercoledì 28 ottobre, il ministro dell’interno Luciana Lamorgese presiederà al Viminale il Comitato Sicurezza.

Verrà fatto il punto della situazione sull’ordine e la sicurezza pubblica del Paese. Lamorgese poi alle ore 17 riferirà in Senato sugli incidenti avvenuti nelle varie città.

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